Le Opinioni…

…sono come i buchi di culo, ognuno ha il proprio.

Così dice un adagio anglosassone. Questo perché da sempre ogni indviduo (e sottolineo, individuo) ritiene sulla base dei propri studi, interessi, conoscenze ed esperienze di potersi fare un’idea più o meno buona sul mondo che ci circonda.

Tolto alcuni rari casi in cui questa idea è oggettiva (e, credetemi, lavorando in ambito scientifico questi casi all’atto pratico sono molto meno di quel che si pensi), in tutti gli altri si tratta però di opinioni, ovvero di un qualcosa che è valido solo per chi lo possiede.

Sembra però che sia sempre più in voga la necessità impellente di far valere le proprie opinioni, che di solito significa rompere le scatole al prossimo per imporgliele. Questo denota sia scarsa fiducia nel prossimo (che se è giunto alle sue opinioni lo avrà fatto a ragion veduta) che in noi stessi (perché se abbiamo tutto questo bisogno di convincere gli altri che abbiamo ragione forse è perché in fondo sappiamo di non averne).

È inoltre un insulto al buon senso e all’obbiettività, proprio perché un’opinione, in quanto tale, è meravigliosamente soggettiva, frutto dei nostri studi (e di quello che ne abbiamo capito), delle nostre esperienze e anche delle nostre aspettative – che non di rado falsano il nostro giudizio in favore di quello che vorremmo che fosse la realtà.

Perché mai dovrei convincere qualcuno a votare chi voto io, mangiare quel che mangio io, bere quel che bevo io o vivere la vita come la vivo io?

Ognuno pensi al suo buco. Davvero. Ciò che può davvero dare valore alle nostre opinioni siamo noi, non viceversa.

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Apologia della bestemmia pagana.

E allora ti fai la domanda, che a volte ti fanno altri: ha senso per un pagano bestemmiare come un cristiano?

Attenzione, non sto dibattendo se sia giusto, opportuno o educato farlo, ma solo se ci sia una ratio.

Ritengo di sì, ed ecco le mie ragioni:

  1. Ci crede. Contrariamente a quanto pensano molti cristiani, non sta scritto da nessuna parte che un pagano “non creda in Dio”. Un pagano è politeista, crede a dozzine di divinità, una più o meno non fa differenza. Magari non gli attribuisce gli stessi tratti di onnipotenza di un cristiano, certamente non lo adora, ma è certamente disposto ad accettare l’esistenza delle divinità e i santi che bestemmia, non foss’altro per poterli bestemmiare.
  2. Gli serve. La ragione di base per bestemmiare è proprio l’onniscienza, l’onnipotenza, l’onnipresenza e l’onniccetera che attribuiscono i cristiani al proprio Dio. Quando si ha un Dio per il quale nulla accade se non lo vuole, e ti martelli un dito, la deduzione è che lo ha voluto, e scatta il porc***o.  Poiché un pagano non crede nell’esistenza di una creatura onnicosa, ma ha divinità limitate, non può prendersela con nessuno. Se si martella un dito mica può urlare PORCOTHOR! Il tuonatore ha altro da fare, probabilmente sta picchiando giganti o bevendo birra, non c’entra nulla con la tua incapacità di piantare un chiodo e se proprio lo disturbi viene e ti martella anche le altre nove ai nove rami di Yggdrasil. Quindi o ti tieni tutto dentro e dici “accidempolina che sbadato!”, oppure tiri in ballo divinità altrui.
  3. È divertente. Gli dei pagani non si scandalizzano per un insulto. Certo, magari si inca**ano, ma nessuno urlerà mai SACRILEGIOOOOH se dai a Odino dell’invertito, a Freyja della poco di buono o a Bragi del codardo. Di fatto è quello che fa Loki nel Lokasenna, per esempio. Nei miti Thor si veste da donna, ci si ride sopra tgz. Sono dei fighi, non dei soggetti pieni di sé che appena gli metti in evidenza il difetto apriti cielo. Invece ricordi al figlio di un falegname che anche la madre era pratica di seghe e subito tutti lì, scandalizzati, a parlarti di rispetto… Sfigati. Ridete.
  4. Non gli cambia nulla. Sacrifica ad altri dei, beve, scopa e si gode la vita. Non è che comunque abbia il paradiso assicurato se non bestemmia.

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Pregare gli dei / Praying gods

Che cosa significa avere a che fare con gli dei del Nord? Cosa significa essere pagano?

Chiedete a Oðin la gloria della vittoria, e lui vi manderà più nemici.

Chiedete a Thor una spinta, e lui vi darà un calcio nel sedere.

Chiedete a Freyja una compagna, e lei ve ne darà due.

Chiedete a Hel la forza per superare un lutto, e lei ucciderà un’altra persona che vi è vicina.

Inginocchiatevi davanti a Loki, e vi piscerà sulla schiena.

Perché gli dei pagani non fanno mai il lavoro al posto vostro, e quando gli chiedete una mano loro alzano la posta della sfida. O diventate più forti, o è inutile che vi aiutino.

Questo, è un dio del Nord.

What does ti mean to meddle with the Northern gods? What does it mean to be a heathen?

Ask Oðin for glory in victory, and he will send you more foes.

Ask Thor for a push, and he will kick your ass.

Ask Freyja for a mate, and she will give you two.

Ask Hel for the strength to mourn, and she will kill another person near you.

Kneel before Loki, and he will piss on your back.

Because heathen gods never do your own work, and when you ask for a hand they raise the bet. Become stronger, or it’s pointless to aid you anyway.

This, is a Northern God.

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Egregore

“An energized astral form produced consciously or unconsciously by human agency. In particular, (a) a strongly characterized form, usually an archetypal image, produced by the imaginative and emotional energies of a religious or magical group collectively, or (b) an astral shape of any kind, deliberately formulated by a magician to carry a specific force” (Wikipedia.en)

Nella tradizione Rosacruciana e della Golden Dawn il termine Egregore indica uno “spirito” o una “formapensiero” che si genera in un gruppo o in un luogo frequentato da un gruppo. Ci sono dunque situazioni, nei locali, in cui ci sentiamo bene e in armonia anche se siamo “soli” (che so, un locale pieno di gente, in cui non conosciamo nessuno ma ci fa piacere starci) e situazioni nelle quali, pur essendo in buona compagnia di due o tre persone, veniamo soverchiati dall’egregore negativo che li permea. Non è la musica, non è quello che si beve, non è l’arredamento. È proprio l’egregore.

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Etichette

Chi siamo? Chi sono? Un ingegnere, uno scrittore, un project manager, un goði, un modellista? Quante volte veniamo definiti dalle nostre etichette? Quante volte queste stesse etichette ci sono comode per capire noi stessi? Ci semplifica la vita darci un nome.

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