La Competizione della Vita.

Ultimamente mi sto interrogando parecchio sulla competitività. Per noi (?) maschietti (??) pare sia fisiologico sviluppare una forma di competitività “naturale” e stabilire una struttura gerarchica nelle situazioni in cui ci troviamo.

Si tratta di un riflesso istintivo, che si genera principalmente (ma non solo) per la presenza di una “femmina”. Un riflesso che in alcuni é molto forte, in altri – come il cinghiale – apparentemente sopito.

Con una cara amica abbiamo cercato di capire per quale motivo e se – effettivamente – questo desiderio di competizione sia minore nel cinghiale, o se sia solo una struttura mentale volta a evitare il confronto.

In parte, credo sia legato alla comprensione della relativitá di qualsiasi forma di competizione.

Vedete, a un certo punto nella vita si giunge alla consapevolezza che non esistono persone superiori e inferiori in assoluto. Qualsiasi settore si percorra, non si é mai assolutamente “il migliore”, ma sempre il migliore rispetto a qualcuno, e di conseguenza non si arriverá mai alla vetta, se non in pochi ambiti oggettivi (per esempio, l’uomo piú alto del mondo… ma l’altezza non é una qualitá, é una caratteristica… a parte per prendere roba dagli scaffali non serve a granché). Non solo, poiché non é possibile valutare un individuo in un solo campo, anche confrontando due persone si dovrá per forza di cose convenire che non é possibile stabilire in modo assoluto chi dei due sia migliore e chi peggiore.

P. corre piú di A., ma A. disegna meglio di P. Allo stesso tempo A. disegna peggio di E., che peró corre meno degli altri due. Come la facciamo la scala?

Alla luce di questo, é facile vedere come si possa convivere anche in un regime “competitivo”. Il cinghiale ha amici che gli sono superiori in molti campi – altrimenti non avrebbe piacere di frequentarli – e a loro si rivolge spesso a chiedere consigli, perché si fida delle loro competenze e del loro affetto. Ma loro, in cambio, mostrano rispetto per gli ambiti nel quale il cinghiale li supera.

S. combatte meglio di A., ma quando si tratta di parlare con gli spiriti S. chiede consiglio ad A. E per questo A. ed S. si vogliono bene, e non si sentono minacciati reciprocamente.

Allora cosa rende nervoso il cinghiale? Due cose:

  1. Le sfide. Qualcuno, nonostante quanto abbiamo detto, ci tiene a mostrarsi superiore. A volte lo é perché ha una visione del mondo limitata (se per qualcuno, per esempio, conta solo il calcio, allora la bravura col pallone sará il suo unico metro). A volte solo perché deve sempre e comunque mostrarsi superiore. Sarebbe psicologia spicciola dire che lo fa per insicurezza, quello che conta é che lo fa, alterando l’armonia di un rapporto che – altrimenti – é paritario.
  2. Le sfighe. L’affermazione del maschio alpha é importante nel gruppo per “essere scelti” dalla femmina. Non sempre le ambizioni di un uomo coincidono con quelle di una donna. Nel caso del cinghiale, poi, molto raramente. Quando non si é i migliori nel campo che attira la femminuccia, il culo – ahimé – rode.

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  1. Pingback: Primo in Classifica. | The Boar & Bones Inn

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