Ancora sul costo sociale.

Oggi ho visto una cosa che mi ha portato a riflettere nuovamente sul costo sociale.

Sono passati davanti a un fast food.  Della catena piú famosa… quella con la M. Ecco, davano un hamburger a 1 euro.

UN EURO!

No aspettate, fatemi capire. Carne (almeno un etto, un etto e mezzo), un panino, una foglia di lattuga, un po’ di pomodoro, salse piú cottura, involucro, manodopera. UN EURO…

Un caffé costa 90 centesimi. Un hamburger uuuuneuro.

OK, se avete letto quanto ho scritto sul costo sociale avrete capito che c’é la fregatura. Dove? Carni allevate in batteria e macellate in fabbriche di morte (il tasso di mortalitá di alcuni mattatoi fa venire dubbi leciti sulla carne che ci troviamo nel piatto…); verdure coltivate con metodi discutibili e raccolte da operai che farebbero sembrare Kunta Kinte un pioniere dei diritti del lavoratore e poi vendite sottocosto (dumping) e altri magheggi che mi sfuggono.

Diffidate! Diffidate! Diffidate!

1 Commento

Archiviato in Cooking

Una risposta a “Ancora sul costo sociale.

  1. I cheesburger che faccio io sono molto più buoni!

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