Riflessione ginoculinarie

Quanto segue non voglia sembrare una generalizzazione. Piuttosto, è una riflessione su tante donne che mi hanno onorato della loro confidenza. Non tutte sono così, ma molte ci si rivedranno.

Facciamo, per metafora, che le donne scelgano il proprio uomo come fosse cibo.
Per secoli, qualcun altro ha scelto per loro. Come quando, da bambini, i nostri genitori ci nutrono con cibi che non sempre ci piacciono ma che ci fanno bene (se il genitore è un buon genitore, ovviamente).

Poi questa cura genitoriale viene meno e in molti casi, come bambini, le donne si ritrovano a scegliere non quello di cui hanno bisogno, ma quello che a loro piace o attira l’attenzione.
Qualcuna si getta su dolci zuccherosi e pieni di coloranti. Qualche altra cerca il cibo raffinato pieno di fronzoli ma di poca sostanza, altre ancora cercano piatti grassi e pieni di spezie.
Salvo poi lamentarsi che hanno fame, o che non stanno bene.
Non è facile campare con le schifezze. Da amico, col cuore, vi dico: non sottovalutate un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico.

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