L’era della disinformazione.

Nel 1938 l’autore cileno Jorge Luis Borges pubblicò un racconto intitolato “La Biblioteca di Babele”.
In questo racconto si teorizzava l’esistenza di una biblioteca infinita, contenente tutte le possibili permutazioni di lettere nei suoi libri.
Gli abitanti di questa biblioteca vivevano nell’ansia dell’ignoranza. Poiché, infatti, i libri contengono tutte le informazioni possibili, essi non forniscono alcun mezzo per discernere il vero. Il sapere infinito diventa inutilizzabile.

Internet assomiglia sempre più a questa Biblioteca. Le informazioni rimpallano di continuo, a volte anche sostenendo tesi agli antipodi. Lo studio personale e la verifica sperimentale diventano nuovamente, in un’era di libero scambio di idee, l’unica pietra di paragone utilizzabile.

(p. s. Borges era argentino, e il racconto è del 1941)

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