Archivi categoria: Generic

L’era della disinformazione.

Nel 1938 l’autore cileno Jorge Luis Borges pubblicò un racconto intitolato “La Biblioteca di Babele”.
In questo racconto si teorizzava l’esistenza di una biblioteca infinita, contenente tutte le possibili permutazioni di lettere nei suoi libri.
Gli abitanti di questa biblioteca vivevano nell’ansia dell’ignoranza. Poiché, infatti, i libri contengono tutte le informazioni possibili, essi non forniscono alcun mezzo per discernere il vero. Il sapere infinito diventa inutilizzabile.

Internet assomiglia sempre più a questa Biblioteca. Le informazioni rimpallano di continuo, a volte anche sostenendo tesi agli antipodi. Lo studio personale e la verifica sperimentale diventano nuovamente, in un’era di libero scambio di idee, l’unica pietra di paragone utilizzabile.

(p. s. Borges era argentino, e il racconto è del 1941)

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Generic

La Rabbia.

Ultimamente mi sono trovato a dover fare parecchie riflessioni sulla rabbia.

Anche se all’apparenza sembro una persona molto calma, in realtá sono abbastanza facile all’ira, soprattutto quella momentanea. Difficile che serbi rancore a lungo, ma é facile che mi capiti di alzare la voce – paradossalmente proprio con le persone a cui voglio piú bene. C’é una ragione dietro a tutto questo, ma la esamineremo meglio un’altra volta.

Quello che interessa, adesso, é che di tanto in tanto sono pieno di rabbia e di ira, e cerco modi per sfogarla, come tanti. E come tanti ho sempre ceduto alla tentazione di sfogarla in modo “fisico”. Un orgasmo, una corsa, i pesi o per chi ama altre discipline una partita a calcio, una sessione di sparring…

Le riflessioni che sto facendo mi inducono a pensare che tutto ció sia in parte sbagliato e in parte addirittura deleterio.

A mio modo di vedere, infatti, la rabbia é come un fuoco. Ci si puó schermare o rinfrescare dai suoi effetti, ma solo per un po’. Il fuoco resta sempre lí, se nessuno lo spegne, pronto a bruciarci di nuovo quando la protezione avrá finito di agire. L’unico modo di liberarsi del fuoco é spegnerlo.

Cosí la rabbia. Dopo un’intensa attivitá fisica siamo stanchi, e il nostro corpo ha scaricato la manifestazione fisica della rabbia, come ad esempio l’adrenalina. Ma la nostra mente non ha rimosso il problema, é ancora lí se non facciamo niente per eliminarlo, e tornerá non appena ci saremo “rimessi” dalla fatica.

Il primo passo per liberarsi dalla rabbia é dunque capire da dove proviene. Perché ci arrabbiamo? Nella stragrande maggioranza delle volte si tratta di una reazione a una minaccia. Una minaccia che puó essere a noi, ai nostri cari ma anche piú spesso e piú sottilmente al nostro stile di vita, al nostro stato sociale e all’immagine che abbiamo di noi stessi (che sono poi tre cose intimamente legate). Ci arrabbiamo se ci sentiamo umiliati, ci arrabbiamo se qualcuno non fa ció che gli diciamo di fare (perché sta minacciando la nostra autoritá) e cosí via. E l’animale che é in noi reagisce per ripristinare la stato nel branco: urla, si gonfia, ringhia.

Far fronte a questa minaccia é possibile solo combattendo con le stesse armi. Ovvero, ripristinando quello status quo che pre-esisteva all’evento generatore della rabbia. Poiché nella vita odierna le minacce reali sono poche, il grosso della rabbia é strettamente legato al nostro stato sociale. Quindi questo significa che il piú delle volte dobbiamo ricostruire in qualche modo un’immagine positiva di noi stessi o affrontando chi ci ha screditato, o dimostrando altrimenti il proprio valore umano.

Incidentalmente (o meno) alcune attivitá fisiche consentono questo ripristino, ma é importante capire che non é l’attivitá in sé a placare la rabbia, ma i suoi esiti. Se per esempio mi faccio una partita a calcetto e segno, ho recuperato autostima e contribuito a placare la mia ira.

Attenzione, perché questo passaggio é importante. Ci sono infatti attivitá fisiche che non solo non contribuiscono a recuperare l’autostima, ma la annichiliscono ulteriormente. Se cerco di sfogare l’ira facendo una partita a tennis e perdo come un pirla, ci sono buone probabilitá che la mia rabbia aumenti anziché diminuire. Se poi scelgo di confrontarmi con qualcuno dove non posso vincere (perché magari non vince nessuno) sto prendendo una strada senza uscita. Nella mia vita ho assistito a parecchie persone che cercavano di migliorare la propria autostima “vincendo” a un gioco di ruolo (un assurdo, per chi li conosce), con la conseguenza inevitabile di frustrazione, rabbia e scene isteriche.

Andiamo ancora piú estremi, se ho dei problemi a rimorchiare una ragazza e decido di violentarne una non sto aumentando la mia autostima, anzi. Passato l’effetto del “gran gesto” si insinuerá quella vocina della nostra insoddisfazione che dice “puoi averle solo con la forza” o “puoi averle solo pagando”. Il nostro subconscio é un bastardo che ci conosce bene, dopotutto.

E allora si rischia: di farlo di nuovo, di cercare il palliativo perché almeno per poco non siamo stati arrabbiati. La rabbia di fondo cresce, e si innesca un principio degenerativo che puó diventare patologico.

Bisogna diffidare dalle soluzioni “distruttive” per gestire la rabbia, e cercare di concentrarsi su quelle “costruttive”. Lavorare sull’autostima, non sulla fatica, e tenere sempre d’occhio i demoni che vivono dentro di noi.

1 Commento

Archiviato in Generic, Lifestyle

Hai un momento Dio?

Allora, caro Lei, supponiamo che la storia raccontata nella Genesi sia vera.

Prima é stato creato il serpente, Satana, ed é stato reso una delle creature piú astute e potenti della creazione.

Poi sono stati creati l’uomo e la donna: la donna é stata fatta in modo tale da essere estremamente sensibile alle lusinghe degli sconosciuti, specie se questo puó creare problemi. L’uomo é stato fatto in modo da essere totalmente influenzato dalle scelte della donna, specie se la donna é l’unica disponibile in tutta la creazione e quando ha mal di testa non c’é neanche Playboy da portare in bagno.

In ultimo, si prende un frutto proibito, lo si mette in un punto facilmente accessibile, senza guardie e si dice ai tre “Io guardo un attimo dall’altra parte, ma voi fate i bravi, eh?”

E DAI PURE LA COLPA AGLI ALTRI?

Lascia un commento

Archiviato in Generic

Sono Gay.

Non lo sono sempre. Ma oggi lo sono anche io.

Lascia un commento

Archiviato in Chronicle, Generic

La velocissima lumaca.

Tutti voi conoscete, immagino, le lumache. Anzi, quelle di cui vi parlo si chiamano piú propriamente chiocciole (ma anche le loro cugine lumache sono parzialmente interessate).

Sí, ecco, le chiocciole (che non sono dei biscotti). Questi gradevoli molluschi terrestri dotati di un guscio, appunto, a forma di chiocciola.

Per cosa sono noti? Ça va sans dire: perché sono lenti.

SBAGLIATO.

Ora vi riveleró un segreto. Le lumache (chiocciole) sono in realtá velocissime. Davvero, si spostano di diversi metri in una frazione di secondo. Loro in realtá fingono accuratamente lentezza salvo poi spostarsi con una rapiditá tale da sfuggire persino all’occhio umano.

Perché fanno questo? Perché sono membri di un antico culto suicida dedicato ai Grandi Antichi. La massima aspirazione di una lumaca (chiocciola) é di immolarsi in nome del Caos senza nome, facendosi schiacciare da un piede umano o da una macchina.

Loro sonnecchiano, fingono flemma e poi quando siete distratti: swiiiiiiiiiish! CRACK! L’avete schiacciata. Non c’era fino a un secondo prima, davvero. L’avreste vista! E ora?

E ORA SIETE UN PASSO PIÚ VICINI A RISVEGLIARE SHUB-NIGGURATH, STOLTI!

Lascia un commento

Archiviato in Generic